Quando si parla di comunicazione, mi diverto sempre a fare questa domanda: "Secondo te, qual è il miglior modo di vincere una conversazione?"
A questo punto ascolto le risposte più disparate (alcune molto sorprendenti, sia in positivo che in negativo).
In linea di massima esiste una regola doro che ha tracciato Dale Carnegie più di cinquanta anni fa e che ancora è attuale: se vuoi vincere in una discussione non parteciparvi.
Il motivo è molto semplice: se la perdi viene percepito come sconfitto, se la vinci ti sei fatto un nemico. Ovviamente questa regola è applicabile solo quando il suo effetto è in linea con i nostri obiettivi.
Molto spesso mi è capitato di gettarmi in discussioni (anche piuttosto inutili) per dar man forte ad un amico, o semplicemente perchè quello è il luogo adatto per quel tipo di confronto che io definisco "senza effetti collaterali" (capita raramente, ma quando accade ci si ritrova con un gruppo di persone che hanno tutti idee diverse dagli altri e, malgrado questo, ne discutono con un affascinante misto di serenità e passione), oppure perchè mi trovo costretto ad affrontare alcune comuni e noiosissime beghe che possono capitare a lavoro.
Il punto da tenere bene a mente è: che cosa voglio ottenere con questa discussione?
Se il tuo scopo è semplicemente quello di avere ragione (e basta) la regola del buon Carnegie è da seguire come un testo sacro.
Il tuo scopo, però, potrebbe essere quello di convincere una persona che la vede in modo esattamente opposto al tuo circa un'idea (morale, politica, su una persona) o un prodotto (se ti trovi un un contesto lavorativo). In questo caso, allora, cerca di valutare la persona che hai davanti, se ha una buona dose di elasticità mentale. Nel caso ne fosse privo, evita... non ha senso discutere con chi ambisce a fare monologhi; altrimenti affronta la discussione come farebbe un buon carismatico:
- sappi che se anche la persona che hai davanti dovesse rimanere della sua opnione o riesce a scardinare le tue argomentazioni, questo non intacca il tuo essere,
- di conseguenza, evita di arrabiarti o, almeno, di farlo notare. Si arrabbiamo solo le persone che perdono il controllo e perdere il controllo vuol dire perdere su tutti i fronti.
In più: non fare bastion contrario, non serve a nulla. Ascolta attentamente ciò che ha da dire, cerca di entrare nel suo punto di vista (in modo tale da poterti immedesimare), carpisci ciò che di buono c'è in quello che dice, fallo per te, per ampliare la tua capacità di osservare il mondo; fagli notare che il suo modo di vedere le cose è ineccepibile (è così, se penserai alle esperienze che ha avuto ti renderai conto che è il solo e l'unico che potrebbe avere) e poi mostrargli il tuo.
Ma attenzione: evita accuratamente paroline come i "ma" e i "però". Se ti dico: "hai ragione però..." Ti renderai conto tu stesso che ho appena negato ciò che ho detto, e il tuo interlocutore se ne accorgerà. Se non a livello logico, di sicuro a livello inconscio.
Insomma, se proprio dobbiamo prender parte a una discussione cerchiamo di farlo con stile!
A questo punto ascolto le risposte più disparate (alcune molto sorprendenti, sia in positivo che in negativo).
In linea di massima esiste una regola doro che ha tracciato Dale Carnegie più di cinquanta anni fa e che ancora è attuale: se vuoi vincere in una discussione non parteciparvi.
Il motivo è molto semplice: se la perdi viene percepito come sconfitto, se la vinci ti sei fatto un nemico. Ovviamente questa regola è applicabile solo quando il suo effetto è in linea con i nostri obiettivi.
Molto spesso mi è capitato di gettarmi in discussioni (anche piuttosto inutili) per dar man forte ad un amico, o semplicemente perchè quello è il luogo adatto per quel tipo di confronto che io definisco "senza effetti collaterali" (capita raramente, ma quando accade ci si ritrova con un gruppo di persone che hanno tutti idee diverse dagli altri e, malgrado questo, ne discutono con un affascinante misto di serenità e passione), oppure perchè mi trovo costretto ad affrontare alcune comuni e noiosissime beghe che possono capitare a lavoro.
Il punto da tenere bene a mente è: che cosa voglio ottenere con questa discussione?
Se il tuo scopo è semplicemente quello di avere ragione (e basta) la regola del buon Carnegie è da seguire come un testo sacro.
Il tuo scopo, però, potrebbe essere quello di convincere una persona che la vede in modo esattamente opposto al tuo circa un'idea (morale, politica, su una persona) o un prodotto (se ti trovi un un contesto lavorativo). In questo caso, allora, cerca di valutare la persona che hai davanti, se ha una buona dose di elasticità mentale. Nel caso ne fosse privo, evita... non ha senso discutere con chi ambisce a fare monologhi; altrimenti affronta la discussione come farebbe un buon carismatico:
- sappi che se anche la persona che hai davanti dovesse rimanere della sua opnione o riesce a scardinare le tue argomentazioni, questo non intacca il tuo essere,
- di conseguenza, evita di arrabiarti o, almeno, di farlo notare. Si arrabbiamo solo le persone che perdono il controllo e perdere il controllo vuol dire perdere su tutti i fronti.
In più: non fare bastion contrario, non serve a nulla. Ascolta attentamente ciò che ha da dire, cerca di entrare nel suo punto di vista (in modo tale da poterti immedesimare), carpisci ciò che di buono c'è in quello che dice, fallo per te, per ampliare la tua capacità di osservare il mondo; fagli notare che il suo modo di vedere le cose è ineccepibile (è così, se penserai alle esperienze che ha avuto ti renderai conto che è il solo e l'unico che potrebbe avere) e poi mostrargli il tuo.
Ma attenzione: evita accuratamente paroline come i "ma" e i "però". Se ti dico: "hai ragione però..." Ti renderai conto tu stesso che ho appena negato ciò che ho detto, e il tuo interlocutore se ne accorgerà. Se non a livello logico, di sicuro a livello inconscio.
Insomma, se proprio dobbiamo prender parte a una discussione cerchiamo di farlo con stile!

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